Il moto retto, parallelo, contrario e obliquo

Trascrizione della lezione

Quando suoniamo a mani unite, di solito ci sono melodie indipendenti l’una dall’altra. Queste melodie sono guidate da differenti tipi di movimenti. In altre parole, a seconda se le melodie procedono in direzione ascendente o discendente, possiamo determinare quale tipo di movimento governa ognuna di esse. Parliamo di “moto retto” quando entrambe le melodie procedono nella stessa direzione, come si può vedere in questo esempio. Partendo dalla prima nota, entrambe le melodie procedono verso l’alto, poi ancora verso l’alto, e così via. Successivamente, entrambe le melodie procedono verso il basso, poi di nuovo verso il basso. Un tipo specifico di “moto retto” è il “moto parallelo”, dove la distanza percorsa in una melodia è sempre la stessa dell’altra. Ad esempio, nella melodia superiore, si va dal do al re, mentre nella melodia inferiore si va dal mi al fa, e queste distanze rimangono costanti.

Poi c’è il “moto contrario”, che è l’opposto del “moto retto”. In altre parole, quando una melodia procede verso l’alto e l’altra verso il basso, si ha un “moto contrario”, come in questo esempio. Quando la melodia superiore sale, quella inferiore scende, e questo schema si ripete nell’intero esempio.

Infine, c’è il “moto obliquo”, dove una melodia rimane sulla stessa nota o si muove molto poco, mentre l’altra melodia ha movimenti più ampi, come in questo esempio. Nella melodia superiore, ci sono movimenti ascendenti e discendenti, mentre quella inferiore rimane stabile. Questo è il “moto obliquo”.

 

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