Le alterazioni

Riassunto

Le alterazioni sono simboli che modificano l’altezza di una nota senza cambiarne il nome. I tasti bianchi del pianoforte hanno una distanza variabile tra loro: alcuni sono separati da un tono, altri da un semitono. Il tono può essere suddiviso in due semitoni, quindi tra due tasti bianchi distanti un tono esiste un suono intermedio. Questo suono intermedio è rappresentato sul pianoforte da un tasto nero.

I tasti neri non hanno una denominazione propria, ma prendono il nome dai tasti bianchi adiacenti. Ogni tasto nero può essere considerato come la nota ascendente del tasto bianco più grave o come nota discendente del tasto bianco più acuto. Per denominare un tasto nero ci si riferisce quindi alle note rappresentate dai tasti bianchi circostanti.

Per alzare di un semitono una nota si utilizza il diesis, simbolo costituito da due linee oblique incrociate da due linee orizzontali. Per abbassare di un semitono si usa invece il bemolle, simbolo formato da due linee curvilinee speculari. Diesis e bemolle sono detti alterazioni e vengono posti davanti al nome della nota da modificare. Sul pentagramma vanno invece posizionati a sinistra della nota.

La scala cromatica include tutti i dodici suoni contenuti in un’ottava, sia bianchi che neri. Nella scala cromatica ascendente si utilizzano i diesis, in quella discendente i bemolli. È importante usare le alterazioni corrette perché cambiano l’altezza delle note. Per annullare l’effetto di un’alterazione si usa il bequadro.

Le alterazioni vanno scritte con precisione, posizionando il simbolo in modo che il suo centro coincida con la nota. Se la nota è su uno spazio, il centro del simbolo deve essere su quello spazio. Se è su una linea, il centro va sulla linea. Ciò vale per diesis, bemolle e bequadro.

Oltre alle alterazioni occasionali, possono esserci alterazioni fisse per l’intero brano, dette alterazioni in chiave o armatura di chiave. Sono poste tra chiave e tempo e si applicano a tutte le note del brano a quell’altezza, indipendentemente dall’ottava. Vanno riscritte in ogni pentagramma, diversamente dal tempo che non si ripete. Il bequadro serve per annullare una alterazione in chiave.

Le alterazioni transitorie agiscono solo all’interno della battuta dove sono scritte, per quella specifica altezza e nel pentagramma dove compaiono. Hanno effetto fino alla fine della battuta. Per estendere l’effetto alla battuta successiva, l’alterazione va riscritta.

A volte si aggiungono alterazioni di cortesia, superflue ai fini della corretta lettura della nota, ma utili per confermare l’intenzione del compositore ed evitare possibili errori di interpretazione nel contesto musicale. Possono essere racchiuse tra parentesi.

In sintesi, la conoscenza delle alterazioni è indispensabile per la lettura e l’esecuzione della musica. I tasti neri prendono il nome dalle note adiacenti attraverso l’uso di diesis, bemolle e bequadro. La posizione precisa dei simboli rispetto alla nota è essenziale. Le alterazioni possono agire solo su singole note o per l’intero brano. Vanno usate correttamente in base al contesto. La padronanza delle alterazioni permette di eseguire con precisione qualsiasi brano musicale.

 

Dispense

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