Postura e cadute parte 1 e 2

Riassunto dei video

Prima parte

In questo video, si affronta l’importanza dell’altezza, della distanza e della posizione delle mani durante la suonata al pianoforte. L’altezza e la distanza possono variare leggermente in base alla giornata e alla disposizione muscolare. Tuttavia, è fondamentale mantenere alcune posizioni biomeccanicamente corrette. Si consiglia di sedersi sulla metà anteriore dello sgabello per consentire un movimento più fluido nei registri e garantire il coinvolgimento del peso corporeo nell’azione di suonare.

La posizione corretta delle spalle, dei gomiti e della schiena è cruciale per evitare tensioni muscolari. L’altezza del gomito rispetto alla tastiera dovrebbe essere in linea con la superficie dei tasti bianchi e parallela al pavimento. Questo assicura un supporto adeguato e una leva efficace dell’avambraccio.

La distanza tra il pianista e la tastiera dipende dall’angolo tra il braccio e l’avambraccio, che dovrebbe essere leggermente superiore a 90 gradi. Questa posizione consente un facile movimento attraverso i registri senza dover inclinare eccessivamente il busto.

I muscoli delle dita sono essenziali nella tecnica pianistica. È importante mantenere le nocche in una posizione neutrale, non forzata, e consentire alle dita di muoversi senza tensioni eccessive. L’articolazione delle dita dovrebbe essere principalmente verso il palmo, preferendo l’azione perpendicolare solo quando necessario.

Per quanto riguarda il pollice, viene utilizzata la parte vicino all’unghia per colpire i tasti, evitando l’uso dell’intero pollice o della punta.

Infine, si sottolinea l’importanza di mantenere i movimenti all’interno della gamma media di movimento e di utilizzare le parti del corpo che possono muoversi più velocemente ed efficientemente. Questi principi contribuiranno a una tecnica pianistica sana ed efficiente.

Seconda parte

Nel secondo video, si discute dell’esercizio della caduta come strumento per verificare la corretta unificazione del meccanismo suonante. Questo esercizio consente di accertarsi che l’avambraccio, il polso, la mano e le dita lavorino come un’unica unità quando si suona il pianoforte. Solitamente, si inizia esercitandosi con una caduta sulle gambe o utilizzando un libro posizionato sulla tastiera.

Per eseguire l’esercizio, si posiziona l’avambraccio e il braccio formando una V, con le spalle e il corpo rilassati. Successivamente, si fa cadere liberamente l’avambraccio verso il basso, senza esercitare alcuna forza attiva. La caduta dovrebbe essere puramente causata dal peso dell’avambraccio e dalla forza di gravità. Durante questa caduta, si preme un tasto della tastiera.

Per eseguire una caduta corretta su un singolo tasto, è essenziale coordinare le tre leve coinvolte nella suonata: l’avambraccio, la mano e le dita. Tutte e tre le leve dovrebbero essere attivate contemporaneamente. Ad esempio, per eseguire una caduta con il pollice, si muove il pollice verso il basso con il polso e l’avambraccio in modo coordinato.

Una caduta eseguita correttamente dovrebbe risultare in un suono forte senza sforzo muscolare evidente. In seguito alla caduta, si rimane sulla tastiera e si rilascia il tasto premuto, semplicemente eseguendo il movimento opposto a quello di pressione.

L’esercizio della caduta è utile per valutare la postura e verificare che si stia suonando senza tensioni. È raccomandato esercitarsi prima con la mano destra e poi con la sinistra su diversi tasti, concentrando l’attenzione sulla corretta coordinazione delle leve e sulla produzione di un suono forte e senza sforzo. Questo esercizio può essere utile in qualsiasi livello di abilità pianistica per mantenere una tecnica sana e efficiente.

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